Intervista

    IL TANTRA OLTRE LA SESSUALITÀ

    A colloquio con Arpita, la terapista erede del Tantra elaborato da Ma Yoga Sudha, maestra tantrica formatasi nella scuola di Osho a Puna.
    Conduce l’intervista Sargam

    Ho lavorato con Sudha e ora lo sto facendo con te. Vedo una continuità e un approfondimento che mi meraviglia e mi fa amare questo lavoro.

    Con Sudha non c’era nessuna possibilità di nutrire la mente, non c’è niente che da lei ho imparato intellettualmente. Tutto quello che oggi sono è frutto dell’esperienza e dell’integrazione di qualità essenziali.
    Quando ci siamo incontrate sono rimasta folgorata, ho veramente percepito l’essenza del lavoro di Osho attraverso di lei, e questo si è verificato durante il mio primo gruppo di Primal. Ero nuova a quel tipo di lavoro ma ho riconosciuto subito che aveva un valore inestimabile; un vero risveglio dal condizionamento.

    Alla fine del gruppo il mio sogno era assisterla ma non l’ho chiesto, e alla Primal successiva sono stata invitata. Ancora posso ricordare la gioia di quell’istante.
    Da quel momento le sono sempre stata vicina; c’è stato subito un sì senza alcuna riserva, ho lasciato il mio lavoro per dedicarmi totalmente a questo. Proprio lì ho saputo che insegnava il Tantra, guidava questo processo di 36 giorni chiamato’Tantra Intensive e tanti altri processi tantrici, un lavoro incredibile. In effetti il Tantra che lei passava era qualcosa di molto profondo.

    Ho avuto anche altre esperienze nel Tantra ma niente aveva quella qualità di sacralità e profondità, frutto di molti anni di meditazione e di una vita cosi intensa vicino ad Osho.
    Al primo Tantra Intensive in Italia ho partecipato. Alla fine del processo ho realizzato che non avrei potuto mancarlo perché è stata una così grande guarigione per me stessa e per le mie relazioni e molto altro …
    Sono sempre piu consapevole che la guarigione passa attraverso il dissolvere conflitti e separazioni creati dai giochi dell’ego, credenze, opinioni, ideali.

    Sudha per me è stata un’insegnante di presenza, totalità, intensità e profondità, tutto era così nuovo, così fresco in ogni momento, non c’era tecnica nel suo lavoro, tutto veniva usato per diventare sempre più consapevoli rispetto a noi stessi.
    Per me sono stati anni di benedizioni e per molto tempo non ho avuto nessuna idea di fare questo lavoro, ma c’è stato il momento dove anche lei mi ha fatto rendere conto che non potevo non dare quello che avevo ricevuto.
    Per anni si è trattato solo di assorbire, ma solo ora sto realizzando la trasmissione che c’è stata.

    Tutto questo è arrivato al culmine nel suo ultimo anno di vita, un anno così denso, così profondo, così vivo, dove solo esisteva l’essenziale, io ero cosi sorpresa nel vedere tanta vita intorno alla morte. Un ritorno alla sorgente.
    Nell’ultimo anno mi ha preparata perché potessi accompagnarla.
    Essere con Sudha fino al suo ultimo momento di vita è stato un regalo infinito, è stato l’ultimo regalo che mi ha fatto, infatti ho potuto vedere che la consapevolezza non muore, era un’esperienza che io stavo “vedendo”. Nella mia storia personale la morte era vissuta come mancanza, dolore; questo viaggio con lei mi ha fatto sperimentare qualcosa di nuovo ancora non posso credere che non mi manca, che mi sento piena, la sento parte di me.

    Quando tu dici di vedere una continuità e un appronfondimento, io sento che allo stesso modo che Sudha passava l’essenza del lavoro di Osho più la sua propria esperienza, oggi il lavoro è arrricchito della mia esperienza e della mia visione.
    Questo per me è stata Sudha, un grande maestro, mi ha portato a vedere chi sono io e a non credere alla bugia chiamata condizionamento, la malattia dell’anima.

    Sudha mi aveva dato un titolo da usare “Tantra Sexual Energy Transformation” mentre eravamo a Miasto, il grande centro di Osho in Italia, nel mese di maggio del 2008, prima che se ne andasse. Ma a distanza di un anno, non mi sento in sintonia con questo perché non sento che il fuoco è sul sesso e che ci sono molti fraintendimenti rispetto alla parola Tantra e sesso.

    La mia esperienza è andata avanti nel lavoro e per me Tantra è essere e sperimentare.

    Qual’è la tua esperienza nel lavoro del Tantra?

    II Tantra per me è un profumo, è uno spazio interiore, non è qualcosa che, fai un gruppo e lo hai beccato, ma c ́è bisogno di coltivarlo attraverso la presenza. È un modo di approcciarsi alla vita.
    Una delle basi del tantra è il lavoro con le polarità del maschile e del femminile. Noi siamo metà e metà. E questa è una delle scoperte più grande. L ́uomo non è solo uomo e la donna non è solo donna.
    Se sei una donna biologica hai un uomo interiore e se sei un uomo biologico hai una donna interiore,questo uomo e donna interiore sono parti inconsce e anche, a causa del nostro condizionamento, noi viviamo nella distorsione di queste due polarità. Questo crea difficoltà nel nostro relazionarci.
    È bello scoprire che mano a mano che queste due energie fluiscono, accade un’integrazione dentro; è un processo energetico esperienziale.

    È vitale scoprire questa parte inconscia perché da lì arriva il sostegno interiore che di solito proiettiamo all ́esterno. Come l’uccello ha bisogno di tutte e due le ali per volare, anche noi abbiamo bisogno di queste due parti. Altrimenti zoppichiamo.

    I conflitti che noi viviamo internamente sono quelli che poi possiamo vedere riflessi nelle nostre relazioni esterne.
    Per incontrarci è fondamentale essere radicati nel proprio sesso biologico, è alchemico perché è un equilibrio che si ristabilisce. È un processo energetico. Infatti uno dei processi nel percorso del Tantra è l’Unio Mystica, un gruppo molto interessante ed appassionante che ci permette di vedere quanto viviamo in un mondo di fantasia, quanto crediamo nel sogno romantico e proiettiamo su l ́altro. Ci mostra il nostro modo di relazionarci.

    Quello che è indispensabile prima d ́approcciarsi al lavoro del Tantra è fare un accurato lavoro di decondizionamento sull’infanzia poichè prima di poterci aprire agli altri dobbiamo aprirci a noi stessi, ritornare in contatto con noi stessi. Tutte le nostre ferite e le nostre maschere, ci impediscono di rilassarci anche con gli altri e le ferite non sanate continuano a sabotare le nostre aspirazioni più profonde.
    La presenza viene persa nei primi anni di vita come altre qualità essenziali come fiducia, amore, spontaneità, sicurezza, valore, gioia, autenticità, pace, forza ecc.
    Non si può correre senza prima imparare a camminare.

    Vedo che offri con regolarità gruppi di Tantra per Donne. Puoi parlarmi dell’importanza di questo gruppo?

    Sì. E’un lavoro che amo molto, perché conosco il valore che contiene. Ha portato a me stessa molta guarigione.
    Il Femminile è stato così soppresso, represso, abusato per secoli.
    In occidente ci sentiamo emancipate oggi. Ho sentito dire Osho che siamo diventate uomini di seconda classe, ed è bene diventare donne di prima classe!
    Quando la donna riscopre la sua vitalità, forza, valore, dignità, il suo amore, la sua grazia, diventa un magnete.

    Se la donna non ritorna alla sua essenza continuerà a vivere una vita di dovere, di vittima, di giochi di potere…e si vendicherà in modi più o meno sottili. Non credo sia appagante! Deve scegliere di interrompere questa catena che va avanti di generazione in generazione. Raccogliere il coraggio di riscoprire le sue belle qualità che le appartengono ma sono sepolte sotto strati di identità.

    Tu hai chiamato il tuo lavoro “Tantra, l’arte di essere e sperimentare”, hai detto che questa è stata una realizzazione dell’ultimo anno. Puoi approfondire?

    Quando ho iniziato a tenere gruppi di 5 giorni per lo più in Spagna rimanevo meravigliata di come il lavoro si svolgeva. Tutto era lì davanti, manifesto. Ero stupefatta. Questo mi ha dato una fiducia, una grande forza per continuare a saltare ancora e ancora. Non conduco un processo sapendo, ma esplorando con i temi che si presentano, e ne deriva molta consapevolezza. Sperimento l ́imparare mentre insegno, che di fatto è disimparare.

    Ho anche scoperto che quello che mi ha passato Sudha ha a che fare con la destrutturazione che porta all’essenza. Vedo ora in molte persone una trasformazione incredibile. Non so se questo è un lavoro avanzato, ma sento che è un momento in cui tutto sta andando così veloce anche a livello planetario, esistenziale, tutto è accelerato. Noi tutti abbiamo bisogno di guarigione a tutti i livelli. E’ tempo di riconoscersi parte del tutto e di aprirsi all’Unità. Per me il Tantra è guarigione perché il Tantra è amore per se stessi, prima di tutto.

    Quello che ho scoperto dello sperimentare è che fino a un pò di tempo fa era una parola che usavo ma era vuota (perchè le parole quando sono prive dell’esperienza sono vuote). Per me ora sperimentare significa attraversare qualsiasi cosa con totalità, che sia comodo o scomodo, che ci piaccia o no. Scegliendo in qualche modo c’è un mettere distanza. Questa distanza crea sofferenza e se vuoi andare al fondo di questa sofferenza c’è bisogno che tu entri nella sperimentazione di questo. Quello che facciamo di solito è che reagiamo credendo di rispettare noi stessi ma in realtà andiamo in uno spazio di bambino. Va bene comunque sperimentare per quello che è la nostra possibilità. Ma a volte è bene alzare il fuoco.

    Vedo come Presenza e Consapevolezza vanno di pari passo. Più sostengo la verità, più forza arriva e questo porta libertà e spazio. Iniziare processi arrendendomi al flusso, buttando via il sapere, mi porta ad attingere alla fiducia solida in me stessa e nella vita.
    Quando posso essere con l’altro con quello che sta succedendo dentro di me, vera, vulnerabile, senza dover far finta, subire, tiranneggiare… che guarigione!
    La grande scoperta ora è essere rilassata in quello che attraverso, sì, arresa a me stessa e vedendo quanta magia c’è in questa resa, quanta scoperta.

    Sento che si tratta solo di sparire, e sparire significa permettere e permettermi. Questo per me è Tantra.

    Io vedo nei gruppi che ti metti totalmente in gioco, che ti prendi il rischio e ti butti nello sconosciuto, questo porta una qualità unica, misteriosa e così profonda nel “quiora”. Anche questo é sperimentare? É questo che contraddistingue il tuo lavoro?

    Sì, è questo che chiamo sperimentare.
    Ho sentito Sudha dire che il Tantra è “camminare sulla lama di un rasoio”. Mi trovo su quella lama quando sono in situazioni sconosciute, per esempio quando ho guidato Sudha nel suo passaggio. All’inizio ero preoccupata, ma improvvisamente sapevo esattamente come doveva essere, una tale sincronicità che con la mia ultima parola lei è andata.

    Lo stesso succede nel lavoro, non può essere altrimenti. Io mi diverto molto mentre lavoro, e amo accogliere la freschezza che viene dall ́ essenza che sorge. Questo è il terreno fertile dove il seme può germogliare. Non penso di essere pratica nel camminare sulla “lama del rasoio” ma sono all’erta, presente e aperta a quello che è.

    Ci sono state molte guarigioni dentro di me, ma quella fondamentale è che non mi sento più sbagliata. Questa ferita arriva al nucleo dell ́essere e non permette di sperimentare perchè il rischio di sbagliare è troppo. Tutta l ́energia va nell ́essere giusta. Da quando questo è evaporato ho la posssibilità di entrare da qualsiasi parte e invitare gli altri a fare lo stesso con curiosità.

    Si parla molto di Tantra e tutto viene associato al sesso, molte persone ne sono attratte e molte sono diffidenti. Quale è la tua esperienza?

    Ognuno ha le sue motivazioni in questo, il fatto è che andiamo spesso incontro a quello che sostiene il nostro condizionamento.
    E’ pericoloso andare verso il nuovo per le nostre strutture, questo porta a galla le nostre paure e insicurezze. Tutti abbiamo tematiche intorno all’area della sessualità, questo ci ha portato a chiudersi all’esplorazione e all’intimità. Quello che conosciamo del sesso è condizionamento (performance, meta, fantasie, far piacere, ecc.).
    Non si tratta di imparare a fare del buon sesso, o sesso tantrico, ma si tratta di permettere la vulnerabilità nell’intimità . Abbiamo bisogno di creare uno spazio nuovo rispetto al sesso per poter sorgere in amore. Questo spazio è creato e nutrito dalla meditazione. E parte della succosità del Tantra è attingere alle numerose meditazioni tantriche per trasformare la nostra energia sessuale e permettere l’estasi.

    In questa intervista quello che mi trasmetti dietro a quello che dici è passione, vitalità e curiosità. Vorrei sapere dove ti stà portando questo fuoco dentro.

    La scoperta è che non posso prendere nessuna decisione anche rispetto ai processi che ho intenzione di fare. Quando qualcosa è metabolizzato dentro, esplode nella realtà. Solo aspetto il momento in cui arriva.
    Il mio intento è di creare un processo di guarigione attraverso un percorso dove umanità e divinità s ́incontrano.

    • © 2011 Arpita